Nature e Scinexx ci raccontano l’attualità critica di un fiume europeo, il Reno. Ogni giorno trasporta fino a 53.000 rifiuti con le sue acque, un numero cresciuto fino a 250 volte rispetto alle precedenti stime. Rhine Octopus è la piattaforma galleggiante da cui sono stati raccolti i nuovi dati ma anche disegnati i nuovi scenari, reali e ipotetici. Il fiume sversa con le sue acque dalle 3.300 alle 4.700 tonnellate di rifiuti nel Mare del Nord. In queste acque, già ricche di microplastiche, la preoccupazione per la salute del mare cresce di anno in anno.
Si stima che ogni giorno vengano versate dal fiume al mare almeno dieci tonnellate di rifiuti. Sono scarti di legno, cartone, plastica, bottiglie e sacchetti. Tutti materiali appartenenti a realtà private, quindi persone, famiglie, piccoli gruppi di turisti o viaggiatori non attenti ai propri rifiuti. I consumi quotidiani così si dimostrano di grande impatto sulla salute degli ecosistemi, accanto a industrie, pesca, viaggi marittimi e altre attività inquinanti.

Come si trasformano bottigliette, imballaggi, legnetti alimentari e tutti i piccoli rifiuti urbani che non buttiamo nei contenitori giusti?
La plastica si decompone in microplastiche che vengono ancor più assorbite dall’acqua, dai fondali, dagli animali e poi dall’uomo. I ricercatori hanno avviato un progetto di citizen science per raccogliere dati più precisi, l’iniziativa è durata 16 mesi. Sono stati classificati i rifiuti galleggianti vicino a Colonia fino a una profondità di tre o quattro metri. Leandra Hamann dell’Università di Bonn ha spiegato: “Per poter stimare la quantità con ragionevole certezza, di solito si effettuano conteggi visivi dei macro rifiuti. Tuttavia, questo è stato fatto solo sporadicamente nel Reno”.
Un’altra autrice, Katharina Höreth, ha dichiarato: “Abbiamo visto che i prodotti monouso rappresentano il 40% dei rifiuti raccolti, più della metà dei quali è plastica”. Il dato è allarmante, i privati risultano responsabili del 56,4% dei macro-rifiuti. Funzionano le leggi ambientali dedicate alle industrie, il dato registrato è del 5,9% di impatto rispetto ai privati. La plastica è il 70% dei pezzi raccolti ma contribuisce al peso complessivo dei materiali stimati solo per il 14,8%.
Il finale di questo studio potrebbe essere diverso, ma come? Quando viaggi in Europa, ma anche in qualsiasi parte del mondo, fai attenzione a bottiglie, imballaggi e tutto ciò che può inquinare fiumi e mari. Chiedi sempre dove e come si può smaltire ciò che rimane dei prodotti monouso, sarebbe un bell’inizio per far decrescere numeri e percentuali di inquinamento.
Inquinamento nel Reno: una trappola galleggiante rivela numeri impressionanti è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace
