I numeri del quarto trimestre 2025 di Intel dovrebbero accendere più di qualche spia d’allarme. Anche le CPU stanno per diventare molto più costose. I ricavi si sono attestati a 13,7 miliardi di dollari, con un calo del 4% rispetto all’anno precedente ma in linea con le aspettative più ottimistiche del management. Su scala annuale, il fatturato è scivolato di poco, da 53,1 a 52,9 miliardi: un segnale più di stallo che di vera crisi.
Il problema non è la mancanza di interesse verso i prodotti Intel, tutt’altro. La questione è più strutturale: l’azienda non riesce ancora a produrre abbastanza chip per soddisfare tutti i mercati contemporaneamente. Di fronte a questa strozzatura, il management ha fatto una scelta strategica ben precisa, privilegiando i segmenti dove i margini sono più generosi e sacrificando, almeno in parte, il mercato consumer. Una storia che sta ormai diventando fin troppo comune.
Data center e AI
La divisione più brillante è stata quella dedicata ai data center e all’intelligenza artificiale, che ha registrato una crescita del 9% nel trimestre e del 5% sull’intero anno. Sono i nuovi processori Xeon e gli acceleratori AI progettati per gestire carichi di lavoro complessi a spingere i risultati, con i grandi fornitori cloud e le aziende enterprise che continuano a investire massicciamente in infrastruttura. Questo comparto è diventato il vero cuore pulsante della strategia Intel, un’ancora di stabilità in un mare agitato.
Sul fronte opposto si colloca il gruppo Client Computing, che comprende i processori Core, le GPU Arc e le soluzioni per PC tradizionali. Qui i numeri raccontano una storia diversa: ricavi in calo del 7% nel trimestre e del 3% su base annua. Il direttore finanziario David Zinsner ha spiegato senza troppi giri di parole che Intel sta dirottando la maggior parte della capacità produttiva interna verso i prodotti per data center, affidando a fonderie esterne come TSMC una fetta crescente della produzione destinata ai consumatori.
Panther Lake e il nodo critico 18A

Questa redistribuzione delle risorse avrà ripercussioni concrete sui prossimi processori consumer, inclusa la generazione Core Ultra Series 3, nota internamente come Panther Lake. A differenza dei modelli precedenti, che si appoggiavano pesantemente su produzione esternalizzata, questi chip verranno realizzati prevalentemente negli stabilimenti Intel. Una scelta ambiziosa, ma che rischia di generare nuovi colli di bottiglia e pressioni sui prezzi.
Al centro delle difficoltà produttive c’è il processo tecnologico 18A, il nodo avanzato su cui Intel sta puntando tutto per recuperare competitività. La transizione si è rivelata più accidentata del previsto, con rese iniziali deludenti. L’amministratore delegato Lip-Bu Tan ha parlato di progressi graduali, quantificati in un miglioramento del 7-8% mensile, ammettendo però che i livelli attuali restano ancora distanti dagli obiettivi. Il primo trimestre del 2026 rappresenterà il momento più delicato, con un recupero atteso solo nei mesi successivi.
14A e Nova Lake
Nonostante le turbolenze, Intel guarda già al futuro. L’azienda sta lavorando al perfezionamento del 18A e contemporaneamente al successivo nodo 14A, che potrebbe segnare una svolta storica: per la prima volta da decenni, le fonderie Intel potrebbero aprirsi a clienti esterni. Nel frattempo, è in preparazione il debutto dell’architettura Nova Lake, previsto per fine 2026 e pensato per unificare le piattaforme desktop e notebook.
Intel si trova quindi sospesa tra due forze contrastanti: da un lato la spinta robusta dell’intelligenza artificiale e dei data center, dall’altro i vincoli di una capacità produttiva ancora insufficiente e una transizione tecnologica complessa. Le decisioni prese in questi mesi definiranno la traiettoria dell’azienda nel 2026 e negli anni a venire, determinando se riuscirà davvero a riconquistare il terreno perduto. Nel frattempo, AMD non starà certo a guardare.
Intel, la domanda di CPU supera la produzione: verrà data priorità ai data center è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Umberto Stentella
