«Non è la telecamera che scova il ladro nel supermercato. C’è sempre il double check, con un professionista nella sala operativa che fa il controllo sul segmento segnalato dall’algoritmo. E questo perché bisogna rispettare l’AI Act». Tommaso Berritto, co-founder di Blindzone dove ricopre anche il ruolo di Head of AI, ci ha spiegato la soluzione software che alcuni punti vendita della GDO stanno iniziando a sperimentare non soltanto per contrastare il taccheggio, ma anche per avere un occhio costante sull’inventario e ridurre il più possibile le perdite.
Negli ultimi anni la GDO si è evoluta grazie alla tecnologia. Sistemi di pagamenti smart, computer vision che ha eliminato le casse, il delivery: la macchina è diventata più complessa per rispondere alle esigenze dei clienti. In Italia in questi giorni il dibattito si sta concentrando soprattutto sulla proposta di Ancc-Coop di chiudere i punti vendita la domenica, anche per rendere la spesa più conveniente e aumentare le offerte. In questo mercato Blindzone tenta di farsi strada.

Come funziona l’AI di Blindzone
«Mi interesso di AI da prima che scoppiasse il fenomeno ChatGPT – ci ha spiegato Tommaso Berritto -. Quello che mi aveva incuriosito fin da subito è stato l’aumento dei dati a disposizione: per maneggiarli occorrevano competenze. Questa è la benzina del mondo tecnologico odierno». Ma come è nata l’idea di Blindzone, piattaforma sviluppata all’interno del gruppo Zumbat?
Nel corso delle trattative commerciali riguardanti un’altra divisione di Zumbat, ChocoZero, sono state raccolte diverse segnalazioni da parte della GDO per quanto riguardava le perdite di magazzino. Da lì è partita la decisione di sviluppare un sistema capace di analizzare i flussi video delle telecamere già presenti nei punti vendita, riconoscendo comportamenti anomali come l’occultamento di prodotti, il consumo in corsia, o la manomissione di etichette antitaccheggio.

Un supporto visivo agli operatori
«Blindzone è un software che si allaccia alle telecamere già in uso – ha precisato il co-founder – Non c’è alcun sensore e tutto funziona in locale, senza appoggiarsi al cloud. Ci agganciamo alle telecamere di negozi e supermercati e i nostri algoritmi fanno action prediction». Vale a dire che elaborano i comportamenti sospetti, con dati anonimi, e evidenziano possibili criticità. «Il nostro obiettivo non è acciuffare il ladro. Vogliamo creare un modello operativo che a fine semestre abbassi le differenze inventariali sconosciute, ovvero tutte le perdite dello store su cui non c’è alcuna informazione. Parliamo di una parte importante del fatturato».
Per il momento i risultati sembrano promettenti. Le oltre 200 GPU avanzate hanno consentito all’AI di Blindzone di registrare una riduzione del 96,3% del tempo speso dagli operatori davanti ai monitor e un calo del 40% delle perdite di inventario. «Stiamo ultimando la fase di demo. A gennaio vogliamo allargarci con altri clienti».