Il centro della nostra galassia contiene molte informazioni sulle nostre origini ed è stato ripreso molte volte dalla Terra. Dal deserto più buio del mondo di notte è stata scattata una nuova immagine del centro della Via Lattea. Non uno ma più telescopi dal Cile hanno ripreso un dettaglio importantissimo.
Gli astronomi potranno studiare cosa si trova vicino ad un misterioso buco nero supermassiccio ma anche che cosa avviene veramente alle stelle in tutto il loro arco di vita. Ecco le impressioni di Ashley Barnes, del team che ha catturato il particolare galattico ma studiosa in Germania presso l’Osservatorio europeo australe: “Un luogo estremo, invisibile ai nostri occhi, ma ora rivelato con straordinari dettagli”.
Dall’osservatorio cileno, i dati sono stati raccolti con l’Atacama Large Millimeter Array. La Via Lattea ha un’area definita Zona Molecolare Centrale, un nome che dice tutto, composta da gas freddo e una materia informe che contribuisce alla nascita delle stelle. Il gas freddo è la prima volta che si nota ed è diffuso nell’intera regione centrale. L’immagine scattata si estende oltre i 650 anni luce, un fascio di luce impiega 650 anni di spostamento in due punti specifici e distanti.
nebulosa Sharpless 2-284 ripresa dal telescopio spaziale James Webb
Il gas molecolare freddo entra nelle stelle sotto forma di filamento di materia, è la scoperta più importante al centro della Via Lattea in comune con altre galassie più grandi e lontane
Con il gas freddo si possono osservare nubi tipiche dei buchi neri supermassicci (ex stelle o galassie) composti da gas e polvere. I buchi neri si collocano al centro in molte altre galassie e non solo nella Via Lattea. Il loro ruolo deve essere ancora chiarito, che cosa alimentano nell’agglomerato di stelle, massicce e anche pianeti? Come contribuiscono alle forze gravitazionali o energetiche che alimentano la loro area cosmica?
Tra tanti studi e ricerche, c’è l’Alma CMZ Exploration Survey che si è dedicata alla chimica del centro della Via Lattea. Ha raccolto dati su gas molecolare freddo e decine di altri elementi presenti. Il gas molecolare freddo crea dei filamenti e raccoglie ammassi di materia che possono far crescere le stelle.
Ecco le parole di Steve Longmore dell’Aces, è docente di astrofisica a Liverpool: “Studiando come nascono le stelle nella CMZ, possiamo anche ottenere un quadro più chiaro di come le galassie sono cresciute ed evolute. Riteniamo che la regione condivida molte caratteristiche con le galassie dell’Universo primordiale, dove le stelle si formavano in ambienti caotici ed estremi“.
La Via Lattea come non l’abbiamo mai vista: il centro galattico appare in un dettaglio sorprendente è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace
