Il Corpo dei Marines statunitensi ha scelto di progettare e produrre internamente un drone modulare, economico e interamente stampato in 3D. Si chiama HANX e si presenta come il primo UAV militare conforme alle rigide normative NDAA che nascono direttamente “dal basso”, dentro le unità operative, senza passare dai tradizionali colossi dell’industria bellica. Ecco come funziona.
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Come funziona HANX?
HANX è la dimostrazione che la produzione additiva può diventare un asset strategico, capace di ridurre dipendenze industriali, accorciare i tempi di dispiegamento e permettere alle unità sul campo di adattare rapidamente la tecnologia alle esigenze reali della missione.
Grazie alla stampa 3D, i componenti di HANX possono essere prodotti direttamente nelle basi operative, senza attendere forniture esterne; la scocca, I sensori, i payload e le configurazioni possono essere modificati in poche ore e i costi si abbassano drasticamente, aprendo la strada a flotte numerose e sacrificabili.
È un cambio di paradigma: non più sistemi chiusi, costosi e difficili da aggiornare, ma piattaforme aperte, iterative e “hackabili” dalle stesse forze che le utilizzano.
HANX è stato progettato per essere:
- facile da assemblare, anche da personale non specializzato;
- completamente conforme alle normative NDAA, quindi privo di componenti critici provenienti da Paesi considerati a rischio;
- adattabile a missioni diverse: ricognizione, logistica leggera, supporto tattico.
La logica è quella dei sistemi open‑architecture: ogni modulo può essere sostituito, aggiornato o riprogettato senza dover ricostruire l’intero drone.
Al momento costa circa 650 euro, una cifra nettamente inferiore rispetto a molte piattaforme simili acquistate dall’industria, che molto spesso superano i 3.700 euro e può trasportare un carico utile di circa un chilogrammo oltre a essere pensato per essere assemblato, riparato e modificato direttamente dai Marines tramite stampa 3D e componenti approvati.