L’oroscopo del nuovo anno tra ironia e cattiveria. «Senza l’intelligenza artificiale non esisterebbe Astrobastardo»

L’oroscopo del nuovo anno tra ironia e cattiveria. «Senza l’intelligenza artificiale non esisterebbe Astrobastardo»

«I segni zodiacali sono precisi, hanno pregi e difetti, pure personalità. Volevo fare in modo che le persone si potessero immedesimare. L’astrologia è arrivata dopo, in realtà: l’idea originaria era costruire un brand di personaggi, come i Labubu. E infatti in futuro voglio che questi pupazzi digitali realizzati con l’AI diventino reali». Che lo ammettiate o no, almeno una volta nella vita avrete letto o ascoltato l’oroscopo per capire che piega avrebbe potuto prendere la giornata. Alla fine dello scorso ottobre Alessandro Macchiarella ha deciso di puntare su quel fronte per fare uscire ogni giorno un oroscopo particolare. Ti dice le cose che non vorresti sentirti dire, è spietato, come sale sulle ferite emotive. E, a giudicare finora dai numeri della pagina Instagram di Astrobastardo, funziona.

IMG 3771

Un’azienda partita con l’AI

Ora che le feste sono finite, le persone sono tornate alla normalità. Tutti (o quasi) i buoni propositi germogliati tra il cenone e i botti di San Silvestro sono lontani ricordi. Forse è proprio di un bagno di realtà che abbiamo bisogno. «Uno strartupper non ha bisogno di sentirsi dire se le stelle siano favorevoli o meno. Bisogna spingere, osservare. Noi non promettiamo successi: ti diciamo quanto è difficile. Insomma, meno destino e più responsabilità. In altre parole, sono ca**i tuoi».

View this post on Instagram

A post shared by Astro Bastardo (@astro.bastardo)

Ora che ci siamo scrollati di dosso ogni forma di garbo vediamo di capire chi c’è dietro a profilo Instagram senz’altro dissacrante, ma che ha fatto della creazione dei contenuti tramite l’AI il proprio marchio di fabbrica. Ogni pupazzo, ogni grafica è frutto di un preciso lavoro di prompting. «Al momento non esiste uno strumento unico per fare quel che mi serve – ci ha raccontato il founder di Astrobastardo -. Ho la base dei personaggi su Midjourney».

IMG 4486

Alessandro non è un digital artist, non ha fatto scuola di regia, nè ha particolare esperienza nel settore della creatività. Dopo il diploma al liceo classico ha deciso di lavorare nell’ambito della ristorazione come cameriere. «Con la pandemia me ne sono andato all’estero, prima in Grecia e poi a Praga. Ho fatto l’head hunter». Classe 1993, originario di Milano, oggi gestisce un ristorante.

View this post on Instagram

A post shared by Astro Bastardo (@astro.bastardo)

Il dietro le quinte dell’oroscopo di Astrobastardo

Non ha molto tempo per curare una pagina Instagram, ma quel che riesce a ritagliarsi gli è bastato per costruire una community affezionata e pronta a tempestarlo di richieste se si permette di bucare un giorno di Astrobastardo. «Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile fare da solo una cosa del genere. Con l’AI generativa ho trovato uno strumento che mi permette di dare forma a idee. Posso sperimentare». Quanto ci impiega ogni giorno per 12 segni zodiacali da produrre, animare e fare parlare come marionette? «Se vado rapido in mezz’ora me la cavo».

Gemini Generated Image 4i3lr94i3lr94i3l

Ma le cose rapide e virali – 200mila follower in pochi mesi – necessitano di un metodo. «Per il brainstorming utilizzo Gemini e ChatGPT; per la generazioni delle immagini Nano Banana Pro, mentre per i video Google Veo 3 che mi permette di far muovere il pupazzo; per caratterizzare ogni segno sfrutto Eleven Labs». Software che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, senz’altro utili per il lavoro. Ma in questo caso hanno letteralmente permesso a una persona di aprire un business. Sì, perché Astrobastardo è diventata una società, con un finanziatore.

IMG 4482

Intrattenimento e AI: c’è vita oltre ai meme?

«Ho fondato un’azienda perché tra due, tre anni me la immagino come un brand editoriale, riconoscibile oltre ai social, con format e collaborazioni. Voglio andare sul fisico, con pupazzi, merchandising, cartoleria». Gli accordi multimiliardari tra i colossi dell’AI e i big dell’intrattenimento globale devono convincerci di una cosa: l’intrattenimento, in ogni sua forma, non può permettersi di fare a meno di questa tecnologia.

«Oggi ho il mio work-flow perché non esiste uno strumento unico per creare un prodotto finito come Astrobastardo. È un mondo davvero veloce, che cambia ogni settimana». La creatività, lo slang, il linguaggio, l’originalità del prompt sono elementi che hanno fatto la differenza in questo progetto in un periodo in cui i social sono inondati di spazzatura scrolla e getta fatta con l’AI. «La qualità andrà crescendo. Ma non penso che Astrobastardo sarà sempre legato all’AI generativa. Però mi piacerebbe vedere altri progetti simili con un’idea originale alla base».