Nasce l’avatar di Gastone Garziera, tra i creatori della P101. Airoldi (Fondazione 101): «Preserviamo il passato dalle insidie del tempo»

Nasce l’avatar di Gastone Garziera, tra i creatori della P101. Airoldi (Fondazione 101): «Preserviamo il passato dalle insidie del tempo»

Conservare intatta una voce, un ricordo, una memoria, affinché possa rimanere per l’eternità e tramandare di generazione in generazione quella che è stata la nascita del primo desktop computer della storia in Italia, la Olivetti Programma 101. Così, in occasione del 60° anniversario, Fondazione 101 ha avviato un’iniziativa dedicata a uno dei suoi progettisti: Gastone Garziera, con l’idea di dare nuova vita alla sua testimonianza e rendere accessibile al pubblico la memoria storica di un protagonista dell’innovazione italiana. In collaborazione con il provider di soluzioni IT MMN, partner tecnologico e sviluppatore della piattaforma conversazionale Evoka, Fondazione 101 ha dato origine al digital twin vocale di Gastone Garziera: un esperimento di memoria viva che permette alle persone di dialogare con lui, restituendone la voce, l’umanità e il genio creativo.

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Gastone Garziera durante la premiazione a SIOS25 Winter

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L’idea del digital twin di Gastone Garziera

«Questo progetto nasce dall’esigenza di arricchire il museo aziendale. Abbiamo, così, iniziato a immaginare come rendere più accattivanti e moderni i nostri contenuti proponendo storie fruibili ai visitatori e non solo – spiega Damiano Airoldi, fondatore della Fondazione P101 – Ci siamo resi conto di essere dei privilegiati ad aver conosciuto così a fondo Gastone e ad aver ascoltato la storia della P101 dal suo punto di vista, avendo contribuito attivamente alla nascita di quello che viene considerato il primo personal computer al mondo». L’idea, nata all’interno della Fondazione che conserva e valorizza la storia dell’informatica e della cultura digitale promuovendo ricerca, divulgazione e progetti educativi attraverso iniziative culturali, punta a preservare la storia di quel pezzo unico attraverso la messa a punto di un digital twin che non sia, quindi, un elemento statico ma che riesca a creare un’interazione e interagire con le persone. «Dopo lungo lavoro lo abbiamo fatto diventare un mix di conoscenze a cui è stata aggiunta la voce. La possibilità di interloquire con lui in un dialogo conversazionale aperto è stata un’opzione che è andata anche oltre le nostre aspettative», spiega Airoldi.

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Damiano Airoldi e Gastone Garziera

La Fondazione racchiude in sé due storie che si intrecciano: quella del linguaggio binario – la base della rivoluzione digitale – e quella della Olivetti Programma 101, la macchina che nel 1965 portò per la prima volta l’elaborazione dati sulla scrivania delle persone. Progettata a Ivrea, premiata al MoMA e utilizzata persino dalla NASA, la P101 è un simbolo dell’innovazione italiana e rappresenta un punto centrale nella storia della tecnologia e nell’identità della Fondazione. «Volevamo anche associare un avatar alla persona, ma abbiamo poi capito che il dialogo a voce e la parte colloquiale sarebbero risultati ancora più interessanti e abbiamo lavorato e perfezionato uno strumento che si chiama “Evoka” perché rievoca storie, passato, conoscenze ed elimina le allucinazioni. In questa interazione usufruiamo anche delle classiche funzionalità che offre l’AI. Se non fosse per il fatto che, comunque, potrebbero venire fuori delle latenze durante il dialogo stesso, potremmo dire di parlare con il vero Gastone», precisa il fondatore Airoldi. Evoka, tramite tecnologia Push to Talk, ridefinisce interi processi attraverso percorsi interattivi tailor-made. Nel settore culturale, museale ed espositivo, Evoka consente di creare narrazioni dinamiche e immersive capaci di rispondere alle curiosità dei visitatori in tempo reale.  

Un digital twin “eterno”

Punta all’eternità questa copia digitale di uno dei personaggi più influenti nella storia dell’innovazione italiana, come racconta Airoldi: «Si tratta di un prodotto che poi si è arricchito nel tempo e che può avere degli in e out interessanti. La fruizione è accessibile sia da app che da web, consentendo la massima flessibilità».

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Il team che lavorò al Progetto della P101

«Interagendo con il digital twin, Gastone racconta il suo ingresso in Olivetti, la P101, in 30 parole il linguaggio di programmazione, chi era Natale Capellaro, tra i primi a riconoscerne il potenziale, ricorda anche il giorno in cui presentarono la P101, quell’ansia iniziale e, dopo, la soddisfazione per aver dimostrato che la macchina stava funzionando», continua il fondatore.

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Un digital twin che sa adattarsi a tutti: «È in grado di parlare a pubblici molto diversi: dai bambini ai più esperti, adottando registri differenti e un linguaggio più esauriente o più tecnico, a seconda della persona che si trova di fronte – precisa il founder – L’applicazione di questo strumento diventa affascinante ogni qualvolta si voglia condividere un set di conoscenze. Si tratta di un booster che non ci immaginavamo e permette di interloquire in modo esplicito e non ridondante. Si potrebbe, per esempio, utilizzare per la presentazione di un libro e della vita dell’autore. Nel tempo preserverà un’eternità che conserverà la memoria». E le possibilità d’uso non si esauriscono qui: «Abbiamo, ad esempio, fatto lo stesso lavoro con un autore di libri ed è venuta fuori una personalità inaspettata che ha permesso di interagire direttamente col libro, chiedere spiegazioni e discutere più punti di vista», conclude Airoldi.