Ogyre salpa per i mari del mondo. «Dopo il round da 3,8 milioni di euro vogliamo arrivare ovunque»

Ogyre salpa per i mari del mondo. «Dopo il round da 3,8 milioni di euro vogliamo arrivare ovunque»

Dopo il finanziamento recentissimo, chiuso lo scorso dicembre, da 3,8 milioni di euro, Ogyre, la startup che recupera plastica dal mare grazie ai pescatori, durante SIOS25 Winter si è aggiudicata il premio come migliore realtà italiana tra le candidate al Global Startup Program. Oltre ad aver ricevuto il premio speciale offerto da WeRoad, sarà ospitata gratuitamente da ITA all’edizione 2026 di VivaTech Parigi. «Una vittoria totalmente inaspettata», ci aveva raccontato Gaia Minopoli, revenue operations di Ogyre durante SIOS25 Winter.

La climate tech ora guarda oltre e in un’intervista a StartupItalia il co-founder Andrea Faldella spiega: «Puntiamo in alto, vogliamo andare in Europa, Brasile, Indonesia, Senegal ma anche in India e nel sud-est asiatico così come migliorare il fine vita della plastica raccolta e arrivare ad un team di 100 persone nei prossimi tre anni». Ma in cantiere c’è anche molto altro.

Andrea Faldella
Andrea Faldella, co-founder Ogyre

Andrea, come impiegherete i proventi che avete raccolto dopo il recente aumento di capitale?
Vogliamo crescere a livello globale e arrivare in altri nuovi Paesi, con un focus particolare sulle aree più colpite dall’inquinamento marino. L’obiettivo per il 2026 è raggiungere un target di raccolta annuo di 2 milioni di chili di rifiuti, con una media di 5 tonnellate rimosse al giorno, pari a un volume cinque volte superiore rispetto al 2025, puntando a un traguardo complessivo di 20 milioni di chili raccolti entro il 2030. Dopo il break even del 2024, vogliamo rendere economicamente sostenibile la sostenibilità. Anche se sembra più un gioco di parole, in realtà è questa la nostra grande sfida, per far sì che modelli come il nostro possano davvero diventare un valore per l’intera società.

Lato team ci saranno novità?
Senza dubbio, oggi contiamo 25 persone in Italia ma dopo questo aumento di capitale vogliamo crescere ancora di più e arrivare a 100 nei prossimi 3 anni portando avanti l’obiettivo di espandere la nostra presenza in Europa e attrarre nuovi partner internazionali. Una parte dei fondi sarà poi destinata all’evoluzione continua della nostra tecnologia e vorremo anche ampliare le nostre sedi, partiamo dall’Italia ma guardiamo all’UE e agli USA. Attualmente la nostra sede legale è a Genova ma il main office a Milano.

Pescatore Flotta Indonesiana Mangrovieto di Batu Lumbang Indonesia 2.jpg

In particolare, da un punto di vista tech a che cosa puntate?
Noi ci occupiamo attualmente di analizzare i dati tracciati e trasparenti sullo stato dell’inquinamento da rifiuti marini e smaltimento della plastica dai bacini idrici del Pianeta ma con i nuovi capitali potremo accelerare in modo significativo il raggiungimento dei nostri obiettivi di raccolta, con un approccio scientifico basato sul tracciamento sistematico del ciclo di vita dei rifiuti. Attraverso un sistema innovativo di plastic credits, favoriamo la tracciabilità di raccolta con una piattaforma proprietaria che gestisce e migliora l’end of life della plastica. Abbiamo dimostrato di essere un modello innovativo e che questa logica funziona, ora vogliamo scalare in Paesi esteri e avere un impatto sempre maggiore.

In particolare a quali Paesi state guardando?
Vogliamo uscire dai confini dell’UE senza porci limiti, così pensiamo al Brasile, all’Indonesia, al Senegal. Abbiamo già una pipeline di nazioni che vogliamo coprire e questa prende in considerazione anche la Tunisia, l’Egitto e più in generale il Mediterraneo, ma pure l’America, l’India e il Sud-est asiatico. Credo che questo round sia indispensabile per noi per passare da una prima fase in cui abbiamo costruito una struttura aziendale sostenibile a un modello dove si cresce in modo più marcato e che implica un impatto a livello globale. Entro il 2030 vogliamo essere arrivati a 20 milioni di chili di rifiuti raccolti in mare.

Pescatore Flotta Brasiliana Baia di Guanabara

Un impatto che si rifletterà, quindi, anche sulle comunità locali..
Certamente, da sempre la nostra mission è quello di lavorare a stretto contatto con loro e questo ampliamento offrirà a molte aziende l’opportunità di esercitare un impatto reale ancora più forte su ambiente, comunità locali e condivisione di conoscenza sullo stato di salute dei mari, in linea con gli SDG dell’Agenda 2030. Inoltre, lavoriamo con i nostri partner su campagne di social responsability e per i bilanci di sostenibilità. Abbiamo chiuso il 2024 con 2 milioni di fatturato e adesso vogliamo fare in modo che le risorse che abbiamo possano portare a un impatto sistemico.