Oracle alla sbarra? Class action contro la big tech texana: «Omesso il debito per finanziare l’AI»

Oracle alla sbarra? Class action contro la big tech texana: «Omesso il debito per finanziare l’AI»

Class action di un gruppo di obbligazionisti contro Oracle. Gli attori sostengono di aver subito perdite a causa della mancata comunicazione, da parte dell’azienda hi-tech fondata da Larry Ellison, Bob Miner, Ed Oates, della necessità di emettere ingente debito aggiuntivo per finanziare l’infrastruttura legata all’intelligenza artificiale.

La class action contro Oracle

L’atto iniziale è stato depositato presso un tribunale statale di Manhattan e secondo quanto trapela sui giornali americani riguarda gli investitori che hanno acquistato 18 miliardi di dollari in titoli emessi da Oracle il 25 settembre scorso.

L’emissione era avvenuta appena due settimane dopo l’annuncio di un contratto quinquennale da 300 miliardi di dollari per fornire potenza di calcolo a OpenAI. Secondo quanto sostenuto dagli aderenti alla class action contro Oracle, gli investitori sarebbero stati “colti alla sprovvista” quando, solo sette settimane dopo, la Big Tech con sede ad Austin (Texas) è tornata sul mercato dei capitali per ottenere altri 38 miliardi di dollari in prestiti, necessari per finanziare due data center a supporto proprio dell’accordo con OpenAI.

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«La reazione del mercato obbligazionario al debito aggiuntivo di Oracle è stata rapida e brusca», viene sostenuto nella proposta di class action. L’annuncio del nuovo debito ha provocato un calo dei prezzi e un aumento dei rendimenti dei titoli Oracle, poiché gli investitori hanno percepito un incremento del rischio di credito.

Per tali ragioni gli obbligazionisti intendono trascinare in giudizio Oracle, Larry Ellison, l’ex CEO Safra Catz e i sottoscrittori dell’offerta in quanto responsabili di dichiarazioni «false e fuorvianti nei documenti di vendita dei titoli», chiedendo il risarcimento dei danni subiti.