Peni olimpici. Alle Olimpiadi Invernali scoppia il Penis Gate. Ecco di cosa si tratta (è doping)

Peni olimpici. Alle Olimpiadi Invernali scoppia il Penis Gate. Ecco di cosa si tratta (è doping)

A poche ore dall’apertura ufficiale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, il mondo dello sport si ritrova a fare i conti con un sospetto che sembra uscito da una trama surreale. Eppure, la notizia ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali: nel salto con gli sci, alcuni atleti potrebbero ricorrere a una pratica medica inusuale — l’iniezione di acido ialuronico nel pene — per ottenere un vantaggio competitivo.

Leggi anche: Agcom rossa di rabbia coi siti a luci rosse: l’80% delle piattaforme porno non ha blindato l’accesso ai minori

La vicenda

La vicenda, riportata inizialmente dal quotidiano tedesco Bild e poi ripresa dal New York Times, ha acceso i riflettori della WADA, l’Agenzia mondiale antidoping, che ora valuta se aprire un’indagine formale. «Il salto con gli sci è molto popolare nel mio Paese, la Polonia. Prometto che darò un’occhiata», ha dichiarato con ironia — ma non troppa — Witold Bańka, presidente della WADA.

Leggi anche: Olimpiadi, che Petrecca di telecronaca RAI! Fortuna che la cerimonia è stata spettacolare

Il tutto nasce da un aspetto tecnico spesso ignorato dal grande pubblico: nel salto con gli sci, la superficie della tuta e il rapporto tra peso, altezza e volume corporeo sono elementi cruciali. Le regole FIS sono estremamente rigide: pochi millimetri di tessuto in più o in meno possono alterare la portanza aerodinamica, e quindi la distanza del salto. Negli ultimi anni, la Federazione ha introdotto controlli sempre più severi, con misurazioni corporee effettuate in stanze dedicate, spesso in condizioni di forte stress psicologico. È in questo contesto che nasce il sospetto: modificare temporaneamente una parte del corpo per alterare la vestibilità della tuta, e quindi la sua aerodinamicità.

I tentativi di aggirare le regole

L’ipotesi — per quanto estrema — si inserisce in una lunga storia di tentativi borderline per aggirare i regolamenti: tute stirate, imbottiture microscopiche, manipolazioni del tessuto, variazioni di peso dell’ultimo minuto.

Il salto con gli sci è uno degli sport più sensibili alle micro-variazioni fisiche. Negli ultimi anni, la FIS ha dovuto affrontare casi di atleti che gareggiavano con tute volutamente troppo larghe, manipolazioni del peso corporeo al limite del rischio per la salute e controlli sempre più invasivi per garantire equità.

L’idea che il corpo possa essere “modellato” per rientrare in parametri più favorevoli non è nuova. Ciò che cambia, ora, è la tecnologia disponibile: filler, microiniezioni, tecniche di medicina estetica rapide e difficili da tracciare.