Quanto renderanno i BTP Valore in emissione dal 2 al 6 marzo? Alcune ipotesi basate su precedenti e prodotti affini

Quanto renderanno i BTP Valore in emissione dal 2 al 6 marzo? Alcune ipotesi basate su precedenti e prodotti affini

Venerdì 27 febbraio il Tesoro alzerà il velo non solo sul codice ISIN che identifica il nuovo BTP Valore – il primo del 2026 – in emissione nella settimana successiva, dal 2 al 6 marzo, ma soprattutto sui tassi minimi garantiti che, esattamente come nei casi precedenti, potranno essere confermati o rivisti al rialzo – sulla base del mercato – al termine del collocamento. Nell’attesa è possibile speculare un po’ sulla rendita dei prossimi BTP Valore.

Quanto renderanno i primi BTP Valore del 2026?

Anzitutto ricordiamo la struttura dei BTP Valore di marzo 2026: anche questa volta Via XX Settembre mira a irretire i piccoli risparmiatori mediante una cedola ogni tre mesi che cresce nel tempo per 6 anni secondo l’ormai collaudato meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni. Il premio finale extra per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza sarà pari allo 0,8% del capitale nominale investito.

Quanto al rendimento, considerato che titoli di Stato con scadenze intorno ai sei anni oggi offrono rendimenti lordi compresi tra 3% e 3,5%, è facile ipotizzare che i tecnici del MEF vogliano giocare sul medesimo range, mantenendo però molto più basso il guadagno nel primo biennio così da avere margine di manovra per garantire somme maggiori nella parte finale del prodotto finanziario.

Qualche suggerimento può arrivarci dai BTP Valore di ottobre, gli ultimi emessi:

Qualche ipotesi sul rendimento del BTP Valore di marzo

Anche in questo caso, dunque, potremmo avere un BTP Valore che nei primi due anni vale abbondantemente sotto il 3 per cento per diventare appetibile però nell’ultimo biennio, con percentuali lorde attorno i 4 punti percentuale (e ovviamente una somma mediana nei due anni di mezzo).

C’è però da tenere in considerazione qualche ulteriore dettaglio. La congiuntura economica favorevole a chi emette il titolo di Stato e la durata relativamente breve dello stesso difficilmente consentiranno al BTP Valore di marzo di terminare la carriera al 4 per cento come il parente che lo ha preceduto a ottobre: più realisticamente sarà tra il 3,8 e il 3,9 salvo che dal MEF non decidano di tenere molto basso il rendimento del primo biennio, tra il 2 e il 2,4 ma in quel caso molti risparmiatori potrebbero rivelarsi freddi optando per altro. Dato che in medio stat virtus un compromesso potrebbe essere dunque un decollo del titolo di Stato sul 2,4/2,5 per un atterraggio a 3,8.