Le difficoltà incontrate dall’auto elettrica sono note: negli USA Donald Trump ha eliminato gli incentivi all’acquisto fino a 7.500 dollari disposti dal predecessore, Joe Biden, mentre in Europa, come dimostrano anche le vendite di Tesla e gli annacquamenti previsti a livello legislativo rispetto al ban del motore endotermico, gli automobilisti preferiscono al più puntare sull’ibrido. Così Renault, una delle Case del Vecchio continente che erano corse ad abbracciare con maggior convinzione la propulsione alla spina, rivoluziona nuovamente la propria formula aziendale: le attività di Ampere, neonata divisione che avrebbe dovuto concentrarsi sulla produzione di auto elettriche, saranno nuovamente assorbite all’interno della Losanga.

Ampere non elettrizza più la dirigenza Renault
Cessa insomma d’esistere come azienda “a sé” Ampere: non un vero e proprio fulmine a ciel sereno se si ricorda che la quotazione in Borsa era stata annullata nel 2024, ma un segnale che di fatto pone un tratto di pennarello nero sul programma industriale noto come Renaulution voluto dall’amministratore delegato Luca de Meo, dimessosi improvvisamente lo scorso giugno. “Senza la quotazione in borsa”, spiegano delle fonti alla agenzia di stampa Reuters, “viene a mancare la necessità di un’entità separata e si elimina la complessità intrinseca del modello iniziale”.