Sicurezza sul lavoro, i preti dovranno indossare un casco durante la messa

Roma – La recente tragedia del prete ecuadoregno ucciso da un pesante crocifisso ha messo in evidenza le insidie della professione del sacerdote e ha indotto la Chiesa a introdurre delle nuove norme di sicurezza.

Le misure sono state sollecitate da FederMessa, il sindacato dei sacerdoti, che per bocca del suo portavoce don Gustavo La Prole ha elencato tutti i pericoli a cui sono esposti gli uomini di Chiesa, dall’etanolo nel vino dell’eucaristia al corpo di Cristo cancerogeno perché carne rossa. Fino ai bambini con malattie sessualmente trasmissibili: questi ultimi rappresentano una vera e propria piaga che minaccia i sacerdoti da secoli, che non è stata risolta nemmeno trasferendo continuamente i preti in altre parrocchie.

“Il nostro lavoro è tipo Squid Game – dichiara il portavoce di FederMessa – abbiamo a che fare quotidianamente con poteri assoluti e pericoli imprevedibili. Per essere chiari, se il nostro capo lassù ritiene di non essere soddisfatto dal nostro operato, può decidere di ucciderci all’istante, come è successo al collega ecuadoregno che Dio ha eliminato in diretta Facebook”.

Da domenica, quindi, ogni sacerdote dovrà indossare un caschetto protettivo e delle scarpe antinfortunistiche. Inoltre i crocifissi saranno dotati di sensori che in caso di movimenti sospetti attiveranno un allarme sonoro, così da dare il tempo ai preti di scappare. E per non inciampare durante la fuga, l’abito talare sarà accorciato e arriverà appena sotto le ginocchia. Una minitonaca, insomma.

Eddie Settembrini

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