In pentola bollono tanti ingredienti, alcuni anche parecchio esplosivi negli affari tra Italia e Giappone. I temi all’ordine del giorno sono tanti, come emerge dal bilaterale che la nostra presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto con Sanae Takaichi, l’unica altra donna del G7, come lei la prima a guidare il suo Paese.
Intanto, sui social non sono mancati meme, gif, animazioni e illustrazioni che raffigurano le due premier in un clima di “amicizia e sintonia”, come comparso sulla pagina X della stessa premier.
Due Nazioni lontane, ma sempre più vicine.
Amicizia e sintonia con @takaichi_sanaepic.twitter.com/LbRlnoeQcZ
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) January 16, 2026
Un bilaterale rilevante: nel 2026 ricorre il 160° anniversario delle relazioni Italia-Giappone, che ora compiono un ulteriore salto di qualità. Il partenariato strategico già lanciato nel 2023 da Meloni con il predecessore di Takaichi, Fumio Kishida, diventa «speciale».
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Tutti gli affari in discussione
Iniziamo dalla situazione nell’Indo-Pacifico, che secondo Takaichi, «è sempre più severa ed è importante la nostra collaborazione sempre più stretta». La premier giapponese ha donato a Meloni la mascotte ufficiale Tunku Tunku – un personaggio a forma di cuore che simboleggia natura e crescita, con illustrazioni realizzate da bambini – in vista della Green Expo 2027 di Yokohama, alla quale l’Italia ha confermato la partecipazione.

Meloni, da parte sua, ha ribadito l’impegno comune per la sicurezza e la stabilità nella regione, collegandolo anche all’obiettivo di «arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina» e di consolidare il processo di pace in Medio Oriente.
Di fronte alle molteplici crisi internazionali e alla crescente frammentazione geoeconomica, Italia e Giappone possono «fare la differenza», secondo quanto hanno ribadito le premier. Difendere un ordine mondiale giusto, libero, aperto e «fondato sul diritto» è stato indicato come il percorso necessario per garantire pace e prosperità. Un messaggio che suona come un monito verso gli attori che stanno ridefinendo gli equilibri globali: dalla Cina di Xi Jinping – con cui Tokyo ha appena inasprito la competizione strategica – alla Russia di Vladimir Putin, senza dimenticare l’imprevedibilità degli Stati Uniti guidati da Donald Trump, impegnati su più fronti geopolitici.
La dichiarazione congiunta
La dichiarazione congiunta contiene passaggi particolarmente duri nei confronti della Corea del Nord. Le due premier hanno condannato «fermamente» i programmi nucleari e missilistici di Pyongyang, ribadendo l’impegno per la completa denuclearizzazione in linea con le risoluzioni ONU. Hanno, inoltre, espresso forte preoccupazione per le attività informatiche illecite del regime, inclusi i furti di criptovalute, e per la crescente cooperazione militare con la Russia. È stato infine rivolto un appello affinché la Corea del Nord risolva «immediatamente» la questione dei rapimenti.
Uno degli obiettivi centrali del vertice è stato rafforzare la cooperazione economica, con particolare attenzione alla resilienza delle catene del valore. Meloni e Takaichi hanno richiamato l’importanza dei minerali critici e delle terre rare, ricordando le recenti restrizioni cinesi in risposta ai dazi statunitensi. Le due leader hanno espresso «profonda preoccupazione» per ogni forma di coercizione economica, per le pratiche non di mercato e per le restrizioni all’export che minano le catene di approvvigionamento globali, generando distorsioni come la sovracapacità produttiva.
Spazio e AI
Il capitolo dedicato alla cooperazione industriale è ampio e tocca tutti i settori a più alto valore aggiunto. La premier italiana ha citato robotica, tecnologie emergenti, space economy, energia pulita, meccanica, scienze della vita, infrastrutture, difesa e persino l’esplorazione dei fondali marini. Sul fronte spaziale, è previsto già entro l’anno un nuovo dialogo per rafforzare la collaborazione tra l’Agenzia spaziale italiana (ASI) e la giapponese JAXA. La premier giapponese ha parlato di un possibile accordo di «mutuo supporto» sul gas naturale liquefatto (GNL). Tokyo, che dipende in larga parte da Australia, Malesia e Stati Uniti, punta a diversificare le fonti di approvvigionamento. In questo quadro, Eni potrebbe svolgere un ruolo chiave grazie alla sua presenza in Africa, impegnandosi a fornire GNL al Giappone in caso di emergenza. L’intesa includerebbe anche un sostegno finanziario giapponese ai progetti di Eni in Mozambico.
Il business italiano in Giappone
Intanto, gli investimenti italiani in Giappone hanno raggiunto 2,36 miliardi nel 2024, con 166 aziende presenti, tra cui EssilorLuxottica, Leonardo, Danieli e Bracco. Quelli giapponesi in Italia superano i 3,7 miliardi, con 440 imprese attive. Meloni ritiene che questi flussi possano crescere ulteriormente, così come l’export italiano verso il Sol Levante, salito a 8,2 miliardi nel 2024, trainato dal lusso e dai beni intermedi.
Dopo Tokyo, è in programma Seoul per la nostra premier che è attesa a colloquio con il presidente sudcoreano Lee Jae-myiung. Il disegno complessivo è chiaro: dall’accordo Ue-Mercosur al piano Mattei in Africa, dalle relazioni con il Golfo al corridoio Imec India-Medio Oriente, fino al rafforzamento dei legami con l’Asia orientale, l’Italia punta a espandere la propria rete di mercati e alleanze strategiche.
