Ultimo giorno di un altro anno importante per l’innovazione in Italia ma non solo. Anche per StartupItalia, che ha festeggiato i suoi primi 10 anni raccontando, come sempre, storie di startup, scaleup e imprese che quotidianamente lavorano per far crescere il comparto attirando capitali da VC nazionali e internazionali.
Come commentato sul palco di SIOS25 Winter, il 17 dicembre a Milano, ci siamo trovati di fronte a un mercato senza dubbio dinamico ma che non ha ancora accelerato il passo. I deal, infatti, sono cresciuti e le grandi operazioni hanno pesato quasi il 40% della raccolta. L’Italia ha investito di più in settori complessi: biotech, medtech, deeptech, fintech. Un segnale di maturità che, però, racconta di un settore in cui la fascia centrale, dove le startup dovrebbero fare il salto di scala, resta ancora la più fragile.
Dagli ultimi numeri raccolti dalla redazione di StartupItalia è emerso che quest’anno sono stati investiti in startup 1.214.358.000 euro per un numero totale di round chiusi che ammonta a 208 operazioni finanziarie.

Un trend che anche a fine anno conferma i risultati del nostro paper presentato sul palco di SIOS25 Winter. Stiamo andando bene, ma non benissimo.
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Che 2025 è stato per le startup?
Come vi abbiamo raccontato durante SIOS25 Winter, sono stati sei i grandi mega round di quest’anno. L’ultimo, recentissimo, per il team di Exein che solo due settimane fa si è portato a casa 100 milioni di euro ma anche Aavantgarde con 122 milioni raccolti e Nanophoria, vincitrice di SIOS25 Winter Edition che quest’anno ha chiuso un finanziamento da oltre 83,5 milioni di euro. Seguono Hercle, con 52 milioni di euro, Caracol, che ha chiuso un round da 40 milioni, Tulum Energy, che ha portato a casa un finanziamento da 27 milioni di euro.

Tra i settori che totalizzano più finanziamenti ci sono il biotech, il medtech, il deeptech e il fintech, come emerge dal nostro paper. L’innovazione non può essere solo un tema da trattare durante convention o eventi: è la condizione per il nostro futuro. Ed è da respirare nelle città connesse, nelle fabbriche intelligenti, nei trasporti smart. Dieci anni di SIOS ci hanno insegnato che l’ecosistema non è un luogo, ma una scelta collettiva. E i prossimi dieci ci diranno se saremo capaci di fare il passo più difficile: passare dal movimento alla crescita reale.