Il giorno dopo il Liberation day il mondo fa i conti con gli effetti dei dazi annunciati dall’amministrazione Trump per le merci in ingresso negli Stati Uniti. Gli occhi degli economisti si concentrano soprattutto sulle performance in Borsa dove a soffrire sono anche le società che vendono articoli sportivi, dall’abbigliamento alle calzature. Il brand tedesco Adidas sta perdendo quasi il 10%; sempre in Germania Puma sta registrando un calo di oltre l’11%; in rosso anche l’azienda giapponese Asics (-10%); le tariffe americane non fanno sorriderere neppure l’americana Nike (-11%).
Perché i dazi fanno male ai brand sportivi
Come spiega il Sole 24 Ore, per capire il motivo di queste pessime performance dei titoli di brand sportivi bisogna volgere lo sguardo al Vietnam. Il Paese del sudest asiatico è da tempo centrale per la produzione di abbigliamento e calzature per le multinazionali. La Casa Bianca ha inflitto nelle scorse ore dazi del 46% contro il Vietnam, percentuale peggiore di quella attesa.
Nel processo di delocalizzazione che da decenni ha interessato l’economia globale, il Vietnam – Paese tra l’altro di unicorni – è uno Stato divenuto importante per molti brand, dall’abbigliamento alla tecnologia. Pesa ovviamente il costo inferiore della manodopera. Negli ultimi due decenni, il Vietnam ha poi investito focalizzandosi sul comparto tessile e calzaturiero.