Trump: sono «anche presidente del Venezuela». Poi schiaffeggia Exxon che tituba: «troppo timidi, sono fuori»

Trump: sono «anche presidente del Venezuela». Poi schiaffeggia Exxon che tituba: «troppo timidi, sono fuori»

Se non lo dice Wikipedia non è vero. Pare il motto di Donald Trump che, pur non avendo mai apprezzato particolarmente l’enciclopedia virtuale, la sfrutta a livello propagandistico per veicolare il nuovo titolo che si è appena attribuito: presidente del Venezuela.

Accade sul suo social, Truth, dove da sempre si fatica a distinguere ciò che dice celiando da ciò che dice seriamente, ammesso lo stesso inquilino della Casa Bianca sia in grado di discernere. Non sembra altrettanto sicura della presa americana sul Venezuela Exxon, una delle compagnie petrolifere cui l’amministratore Trump si è rivolta per iniziare la produzione sotto egida statunitense.

Trump schiaffeggia ExxonMobil

Rimasto scottato dal fatto che i suoi asset siano stati nazionalizzati in Venezuela per ben due volte, la seconda nel 2007 quando la compagnia provò a querelare il governo di Caracas per 12 miliardi di dollari riuscendo però a recuperare solo una minima parte di quanto richiesto, il Ceo della compagnia, Darren Woods, è apparso molto freddo di fronte alla possibilità di tornare a investire nel Paese.

Così facendo ha scontentato però Trump, che si aspettava ben altro entusiasmo. «Sono orientato a lasciare Exxon fuori» dall’affare che si rivelerà la presa dei pozzi petroliferi del Venezuela, le nette parole del presidente USA, che poi ha aggiunto: «Non mi è piaciuta la loro risposta. Fanno troppo i timidi».