Ue e USA sul ring di Davos. Bruxelles pronta a usare il bazooka dello strumento anti-coercizione; Trump mette nel mirino Parigi

Ue e USA sul ring di Davos. Bruxelles pronta a usare il bazooka dello strumento anti-coercizione; Trump mette nel mirino Parigi

Difficile ricordare un incontro di Davos, “casa” del Forum economico mondiale così teso. Impossibile poi rammentare una edizione nella quale le tensioni corressero tra Washington e Bruxelles.

Ue e USA si scorneranno a Davos?

L’Unione europea è pronta a usare, come chiesto a gran voce da Parigi, lo strumento anti-coercizione (un pacchetto varato nel ’23 per difendersi dalla Cina che prevede misure commerciali unilaterali, limitazioni agli investimenti e persino restrizioni agli appalti pubblici per aziende di Paesi terzi ritenuti ostili) in risposta ai nuovi dazi ventilati da Donald Trump per quello che la Casa Bianca definisce interventismo militare sulla Groenlandia.

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Donald Trump

In tutta risposta prima di partire (dovrebbe presenziare domani e dopodomani, ma ha abituato a cambi di programma dell’ultimo minuto) il presidente americano ha fatto sapere di essere pronto a elevare nuove barriere doganali nei confronti dei vini francesi, deteriorando ulteriormente i rapporti con il presidente dell’Hexagone Emmanuel Macron.

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Emmanuel Macron

In un simile e inedito scenario rischiano di venire ignorate le istanze ucraine portate dal presidente Volodymyr Zelensky: lo scontro tra i Paesi della Ue (allargatosi alla Norvegia rea di non aver insignito a Trump del premio Nobel per la Pace) e l’America sulla Groenlandia renderà molto più difficile per le delegazioni impegnate nel processo di pace con la Russia prendere nuovi accordi sul futuro di Kyev.