Viaggiare è un diritto (non un privilegio): Firenze ripensa l’esperienza delle città d’arte

Viaggiare è un diritto (non un privilegio): Firenze ripensa l’esperienza delle città d’arte

Il turismo accessibile non è più un tema di nicchia, ma uno dei pilastri su cui si gioca il futuro delle destinazioni culturali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 1 miliardo di persone nel mondo vive con una forma di disabilità, un numero destinato a crescere anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione.

In Europa, i dati Eurostat indicano che circa un quarto della popolazione presenta limitazioni temporanee o permanenti che possono incidere sull’esperienza di viaggio. In Italia, secondo ISTAT, sono oltre 3 milioni le persone con disabilità gravi, molte delle quali incontrano ancora ostacoli concreti nell’accesso al patrimonio culturale: barriere fisiche, informative e sensoriali che limitano l’autonomia di visita e fruizione.

Eppure, l’accessibilità non è più solo una questione sociale. L’UNWTO evidenzia come il turismo inclusivo favorisca soggiorni più lunghi, viaggi fuori stagione e una maggiore fidelizzazione, contribuendo così a un modello di sviluppo più sostenibile e distribuito nel tempo.

Proprio in questo scenario, le città d’arte sono chiamate a ripensare il proprio racconto giorno dopo giorno: non basta più mostrare la bellezza, occorre renderla davvero fruibile e accessibile.

Firenze diventa tattile: l’arte si legge con le mani

Un esempio arriva da Firenze. Toccare il Duomo con le dita, esplorare Ponte Vecchio attraverso il tatto, percepire Palazzo Vecchio sotto i polpastrelli. Non è un mero esercizio di immaginazione, ma una possibilità concreta resa reale da “Firenze in Rilievo”, l’innovativa guida tattile in Braille che trasforma il centro storico patrimonio UNESCO in un’esperienza accessibile per persone non vedenti e ipovedenti.

«Le città d’arte sono state storicamente raccontate quasi esclusivamente attraverso lo sguardo, ma oggi sappiamo che l’esperienza turistica è molto più ampia e complessa. Ripensare il turismo come esperienza multisensoriale significa lavorare sull’accessibilità in modo strutturale, a partire dall’accesso all’informazione», racconta a StartupItalia Laura Masi, Presidente di Fondazione Destination Florence. “Firenze in Rilievo”, progetto sviluppato dal Comune di Firenze in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), va esattamente in questa direzione: rende il patrimonio Unesco leggibile anche attraverso il tatto, aprendo nuove possibilità di fruizione e dimostrando che inclusione e qualità dell’esperienza vanno di pari passo.

In questo quadro, la Fondazione Destination Florence svolge un ruolo di connessione e valorizzazione, intercettando progetti di valore come questo e lavorando affinché possano concretizzarsi. «Con questo approccio che abbiamo accompagnato il lancio di Firenze in Rilievo nell’ambito della conferenza internazionale dedicata all’ipovisione Low Vision 2025, valorizzandone il significato anche come eredità positiva per la città. Quando l’accessibilità entra nel racconto identitario di una destinazione, non è più un tema di nicchia, ma un valore condiviso».

Un progetto che va oltre la funzione informativa e diventa un vero atto culturale, capace di ridefinire il modo in cui una città sceglie di raccontarsi.

Turismo inclusivo firenze Fonte destination florence

Un progetto corale tra istituzioni, ricerca e territori

La guida si inserisce nel progetto più ampio “Feel Florence: dalla transizione digitale alla sostenibilità per una nuova destinazione turistica”, che mira a rendere Firenze un laboratorio avanzato di turismo inclusivo.

Ogni tavola tattile è infatti integrata con QR code che rimandano al portale ufficiale FeelFlorence.it, dove sono disponibili descrizioni dettagliate, informazioni pratiche su orari e accessibilità, e indicazioni sui percorsi tattili presenti in città. La distribuzione è gratuita presso il Firenze Welcome Center e attraverso la rete nazionale dell’UICI garantisce che questo strumento raggiunga concretamente chi ne ha più bisogno.

Ma cosa cambia quando l’accessibilità non è un “servizio aggiuntivo”, ma parte integrante del racconto di una destinazione come Firenze?

«Cambia il modo in cui una città sceglie di raccontarsi», risponde Laura Masi. «Firenze in Rilievo non è un progetto “a margine”: è un gesto concreto che afferma che il patrimonio è davvero tale solo se può essere fruito da tutti».

Dall’assistenza al diritto: il valore dell’autonomia

In Italia, il tema dell’accessibilità urbana resta ancora una delle principali criticità delle città d’arte. Secondo ISTAT e il Ministero del Turismo, una quota significativa dei comuni italiani presenta carenze strutturali nell’accesso ai servizi culturali e turistici per le persone con disabilità, soprattutto sul piano informativo e dell’orientamento autonomo.

È proprio su questo terreno che si gioca oggi la vera sfida del turismo inclusivo, in cui l’autonomia rappresenta uno snodo centrale. Non si tratta più solo di abbattere barriere fisiche, ma di permettere alle persone di poter fruire l’arte in modo indipendente. «L’autonomia è ciò che trasforma l’accessibilità da assistenza a diritto. Per una persona non vedente o ipovedente, potersi orientare, informare e costruire il proprio percorso significa vivere la città in maniera più autonoma», prosegue Laura Masi. «La guida tattile, integrata con contenuti digitali e informazioni presenti sul portale di informazione turistica ufficiale della città, si inserisce in un ecosistema più ampio che il Comune ha sviluppato e sta sviluppando, anche con il nostro supporto: mappe, itinerari accessibili, schede dettagliate sui punti di interesse, fino alle informazioni sulle strutture disabled-friendly. È questo approccio sistemico che rende l’inclusione concreta». 

E se è vero che Firenze viene spesso percepita come una città ancora profondamente legata alla tradizione, è proprio questa identità a rende ancora più significativo un progetto inclusivo come questo. Perché innovare una città patrimonio UNESCO non significa snaturare, ma rafforzare il legame tra patrimonio e comunità, rendendo l’arte parte della vita di tutti.

«È una sfida complessa, ma anche un’opportunità. Innovare in una città patrimonio Unesco come Firenze non significa intervenire solo sugli spazi fisici o sui servizi turistici, ma ripensare il rapporto stesso tra città, visitatori e residenti. In questo senso, l’inclusione ha un significato più ampio: non riguarda soltanto l’accessibilità per le persone con disabilità, ma anche la capacità di rendere il turismo più armonico, sostenibile e rispettoso della vita quotidiana della città», spiega ancora Laura Masi a StartupItalia. «Con il supporto di Fondazione Destination Florence, il Comune di Firenze sta lavorando proprio in questa direzione, investendo sull’accesso all’informazione, sulla distribuzione più equilibrata dei flussi, su strumenti digitali e sull’implementazione di politiche turistiche più stringenti, ma che migliorano la qualità dell’esperienza sia per i visitatori sia per chi Firenze la vive ogni giorno».

Il progetto è stato presentato nell’ambito della conferenza internazionale Low Vision 2025, ed è anche un esempio concreto di come il turismo congressuale possa lasciare legacy durature sul territorio. Grazie a questo appuntamento, al Palazzo dei Congressi sono stati realizzati interventi strutturali permanenti: mappe in Braille, segnaletica tattilo-plantare, pavimentazioni prive di ostacoli e adattamenti per l’accessibilità digitale. A queste si sono aggiunte le “Low Vision Experience”, come gli “Uffizi da toccare” e le visite inclusive a realtà simbolo della città.

Turismo inclusivo firenze destination florence

Un modello replicabile per le città d’arte

Guardando al futuro, Firenze dimostra che l’accessibilità può quindi diventare parte integrante dell’identità di una destinazione. Non un’eccezione virtuosa, ma un vero e proprio modello replicabile. «Firenze ha tutte le carte in regola per diventare un modello, soprattutto se si continua a lavorare in modo coordinato. L’accessibilità deve diventare uno standard progettuale, non un’eccezione virtuosa: significa integrarla nella pianificazione turistica, nella comunicazione, negli eventi e nelle infrastrutture. In questo percorso, attraverso la sua attività di convention bureau, la Fondazione lavora molto sul tema della legacy legata ai grandi congressi internazionali che acquisiamo per la destinazione: eventi che non devono esaurirsi nei giorni in cui si svolgono, ma lasciare eredità concrete e durature sul territorio. Firenze in Rilievo è un esempio virtuoso di come il turismo congressuale possa generare valore sociale, culturale e inclusivo per tutta la città», riflette Masi.

Integrare l’inclusione nella pianificazione turistica, nella comunicazione e negli eventi significa dunque costruire città più accoglienti non solo per i visitatori, ma anche per chi le vive ogni giorno. Perché, in fondo, la bellezza è davvero patrimonio universale solo quando può essere davvero toccata e vissuta, in tutti i sensi.

Foto: Destination Florence